La città che vorrei Davide Valrosso

La città ideale è una città abitata da forme, in grado di far vedere l’anima dei luoghi e dei corpi che la compongono, avvolgendo chi vi passa. Gli spazi in cui piace soffermarsi, la strada che si vuole percorrere, i luoghi di rilevanza culturale, e anche le zone marginali, sono luoghi dove costruire le nostre azioni di cittadinanza. I corpi inseriti nello spazio riconfigurano l’ambiente e il senso di appartenenza: le persone sono il luogo dove sono nate o dove vivono, le strade che hanno percorso, ma anche quelle che dovrebbero percorrere. Le persone sono il centro di una periferia esistente che non si rivela completamente: loro stesse sono la città che vorrebbero.

Il desiderio che si trasforma in immagine, con segni che fanno parte dell’essenziale.

È da questa consapevolezza che nasce un laboratorio di pratiche per approfondire il rapporto con la propria realtà interna in relazione allo spazio esterno e all’incontro con gli altri. Rivolto a tutti coloro che hanno la curiosità di sperimentare le proprie possibilità percettive espressive, attraverso pratiche anatomico-sensoriali, di percezione, relazione, scomposizione, ascolto e osservazione, il laboratorio si compone di esperienze volte a comprendere meglio la nostra possibilità di abitare ed essere abitati dalla realtà. Ci sarà anche spazio per il dialogo, attraverso l’introduzione al vocabolario artistico – nello specifico corpo rabdomante, corpo archivio e corpo incubatore.

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