grande madre davide valrosso

Lo scopo del laboratorio non è solo quella di condividere pratiche sul corpo che potrebbero avere un impatto positivo nell’esperienza di chiunque, ma è anche quella di entrare nei meccanismi di quei corpi che hanno subito, o stanno subendo, grandi trasformazioni come necessità per la propria definizione di genere. L’idea non è la creazione di un’azione coreografica figlia di una necessità di ostentare, non è un urlo di ribellione, ma piuttosto è la costruzione di un dolce focolaio domestico, dove le assonanze tra spettatore e performer diventino il cardine di collegamento tra relazioni empatiche, che aiuti tutti a comprendere la fragile condizione umana che ci unisce.

La restituzione finale diviene azione coreografica, un vero manifesto politico della comunità transessuale, che tra le minoranze della comunità LGBTQI+ risulta essere ancora quella maggiormente legata a stereotipi, che ne impediscono la completa integrazione sociale.

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