Un corpo senza volto, attento e fragile, debole e consapevole, forte e incerto, muta la propria essenza in un’azione coreografica in cui si stagliano una serie di figure gestuali capaci di evocare un susseguirsi di immagini visive che ripercorrono l’ultimo secolo della Storia del mondo.  Joseph nasce dall’urgente desiderio di interrogarsi sul passato e sul presente, ponendo domande che diventano gesti, a volte simbolici, a volte liberamente intagliati nell’armonia di una danza, cercando di dar voce a quel vivido silenzio che fa da sottofondo alla nostra contemporaneità.  In un percorso dal conflitto alla resilienza, il gesto, alla stregua dell’eco che si diffonde in seguito a un forte urlo, si propaga nello spazio con l’esigenza di affrontare mille e mille domande a cui non segue nessuna risposta. Joseph è dunque un invito a riflettere su quali risposte potrebbero essere date alle molteplici domande incarnate da un’ombra che scolpisce sul suo corpo l’iconicità di un tempo alla deriva, scalfito da un passato da interrogare, sviscerare, da provare a rindossare per sentire sulla propria pelle il vigore del conflitto che si fa accoglienza, del confine che diventa resistenza, del naufragio che si muta in resilienza.

                                                                                                                                                                     Francesca Maria Rita Gennuso

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